Torino, Vienna, Parigi il triangolo dei vigneti storici urbani

Siglato a Torino l’accordo di gemellaggio fra Villa della Regina e il Castello Schönbrunn che va ad ampliare la rete dei vigneti storici di cui fa parte anche la vigna di Montmartre. A breve entreranno nel network anche i vigneti pompeiani e quelli dei Giardini del Castello di Stoccarda 

 

Villa della Regina (Torino), Castello di Schönbrunn (Vienna) e Confrérie de Montmartre (Parigi) questo il triangolo fondante del network dei vigneti storici urbani. «Essere i promotori di questo network – commenta Monica La Cava, presidente dell’Associazione Amici di Villa della Regina - ci rende fieri poiché non si tratta solo di unire idealmente importanti città d’Europa, ma anche di un’operazione storica e ambientale, per far sì che patrimoni come quelli delle vigne urbane sopravvivano e restino a disposizione della cittadinanza, sfruttando e valorizzando il richiamo turistico dei contesti in cui sono inserite». La storia dei vigneti antichi urbani ha radici profonde che scavano nella terra del periodo in cui le case nobiliari erano autosufficienti. Infatti, le cucine della nobiltà venivano rifornite dai prodotti che crescevano sulle terre di pertinenza della famiglia. Discorso che valeva anche per il vino. «Durante il restauro della villa e dei terreni annessi – spiega Luca Balbiano, titolare dell’azienda vitivinicola Balbiano dal 1941 e presidente del consorzio Tutela delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese – venne alla luce un antico vigneto con 500 barbatelle di Freisa. Nel 2003 abbiamo accettato la sfida della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, che ci ha affidato la gestione della vigna, e stiamo portando avanti questo incarico con entusiasmo e, devo ammettere, con buoni risultati». Oggi le vigne di Villa della Regina si estendono per 3 ettari (diventeranno 5 entro i prossimi 3 anni) e producono una media di 4000 bottiglie l’anno (5000 quando saranno attive tutte le coltivazioni).

Come Villa della Regina, anche il Castello di Schönbrunn è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il castello viennese è uno dei più bei complessi barocchi d’Europa, ex residenza estiva della famiglia imperiale e una delle più incantevoli attrazioni turistiche della capitale austriaca. «L’Italia e l’Austria condividono una lunga tradizione di coltivazione del vino – commenta Fritz Wieninger, direttore dell’associazione WienWein, che gestisce la vigna di Schönbrunn. I vigneti, facenti parte di due palazzi storici, sono molto speciali e il gemellaggio tra Villa della Regina  e il Castello di Schönbrunn è un chiaro segnale per rafforzare quest’unico valore». Con un’estensione appena inferiore ai 700 ettari, i vigneti di Vienna fanno di questa città una delle poche regioni del vino al mondo che si trova interamente all’interno dei confini di una metropoli. I vigneti che si estendono dal Bisamberg attraverso il Maurerberg nel sud di Vienna, offrono ai produttori le migliori condizioni per dare vita a vini ricchi di carattere. In particolare il Wiener Gemischter Satz Liesenpfennig, le cui uve sono coltivate esclusivamente nel parco imperiale barocco del Castello di Schönbrunn, è stato ripreso nel 2009 dai membri dell’associazione WienWein. Il Wiener Gemischter Satz ha una lunga tradizione viticola a Vienna: le viti di diverse varietà di uve crescono letteralmente “mescolate” in una vigna. Vengono poi raccolte, pressate e trattate insieme, in modo da riflettere la tipicità regionale e del terroir. La produzione del Wiener Gemischter Satz DAC “Liesenpfennig” è contenuta e si attesta intorno alle 530 bottiglie l’anno. Il ricavato della loro vendita viene interamente devoluto a un’associazione per la tutela dei minori.

Anche i soldi che provengono dalla commercializzazione delle quasi 2000 bottiglie di Clos Montmartre vanno in beneficenza agli anziani a ai bambini del Municipio. «Per acquistare il nostro vino -  puntualizza Brigitte Houdinière, presidente del Comité des Fetes de Montmartre – bisogna venire a Parigi durante la vendemmia. In alternativa si trova nell’ufficio del turismo del XVIII arrondissement o nel sito di e-commerce del Comité». Simbolo della tradizione viticola che deve la sua origine all’epoca gallo-romana, il vigneto Montmartre è nato nel 1933 dal progetto difeso da alcuni abitanti della zona per salvare dall’urbanizzazione un terreno che si situa sul fianco nord della Butte Montmartre, all’angolo tra le vie des Saules e Saint-Vincent. Il Clos Montmartre, proprietà della Marie de Paris, non sarebbe oggi quel che è senza l’intervento di alcuni personaggi come Pierre Labric, sindaco della Commune Libre, i fondatori della Repubblica di Montmartre, o Victor Perrot, Presidente della Società di Storia e d’Archeologia “Le Vieux Montmartre”, né senza l’accordo tra diversi comuni, che hanno donato a questo Clos le loro 3250 viti. Con un’estensione di 1556 metri quadrati, dal Clos vengono prodotte circa 300 bottiglie numerate, le cui etichette riprendono il poster firmato Titouan Lamazou.

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